Gabriele Romeo

CATTELAN E L’IRONIA DEL LINGUAGGIO VISIVO PROIETTATO VERSO UN NUOVO MILLENNIO

Maurizio Cattelan 🔛 Novecento (1997) è forse un ironico e curioso modo di intendere l’instabilità di un equilibrio umano ed animale. Associare la vita con morte sembrano, tra l’altro, i presupposti con i quali Tornatore nel suo protagonista dal curioso nome di T. D. Lemon Novecento - interpretato da Tim Roth  in ‘La leggenda del pianista sull’oceano’ (1998) - schiva la solitudine, la tristezza, con le ironiche ed isteriche telefonate  dalla cabina del centralino sul transatlantico - dove lui è un clandestino - e dirette a sconosciuti trovati per caso in un elenco telefonico: i loro cognomi corrispondevano  all’equivalenza di quei ‘campioni-stalloni’ che gareggiavano nelle sfide ippiche che il piccolo Novecento si esercitava a leggere, dalla cronaca dei giornali del tempo, al suo tutore adottivo rimasto a letto in fin di vita dopo un bruttissimo incidente in stiva. Il papà del pianista morirà  dalle ‘risate’ subito dopo.

Mentre, il romanzo di Alessandro Baricco dal quale è tratta la sceneggiatura  per il film è del 1994, anticipa di tre anni l’opera di Cattelan. Quanto possiamo leggere dell’ironia, della satira sociale e dell’anti-conformismo in questa opera, mettendola a confronto con la letteratura sociale e fenomenologica nell’individuo trovatosi a valicare le soglie  del nuovo millennio?

 

Gabriele Romeo | ©️ gabrieleromeo.it 

Gabriele Romeo ai piedi dell’installazione ‘Novecento’ (1997) di Maurizio Cattelan, Museo d’Arte Contemporanea del Castello di Rivoli, 2019.

#HASHTAGART | TAOBUK 2019